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IMPORTANTE: questo articolo parla di peso corporeo e dimagrimento. 

Se senti che il tema non fa per te adesso, chiudilo, ci saranno altre parole più adatte al periodo in cui ti trovi. 

Se invece senti di volerlo leggere, vai avanti, ma tieni presente che la mail si riferisce a persone che hanno un indice di massa corporea per il quale la perdita di peso non comporta rischi al proprio benessere e alla propria salute. Se c’è un BMI basso e si manifesta comunque il forte desiderio di dimagrire, è necessario parlarne con un terapeuta.

Il fine dell’articolo è quello di farti conoscere la realtà delle abbuffate in modo da poter essere d’aiuto a te o magari a una persona a te vicina. In questo articolo non si trova la spiegazione del mio metodo per uscire dalle abbuffate, questo non è il contesto adatto per spiegarla perché necessità un inquadramento più ampio.
Se quello è ciò che ti interessa, c’è il mio libro TANTO DOMANI NON MANGIO, lì trovi la metodologia che come coach uso per far sì che chi ne soffre possa uscire dal labirinto delle abbuffate. Se è di questo che senti la necessità, è lì che troverai la risposta. Anche in fondo all’articolo trovi il link per acquistarlo.

Ricordo che quando ero dentro al labirinto delle abbuffate i consigli che mi arrivavano avevano molto spesso il focus sull’accettazione e l’amor proprio
Due concetti che, le mattine che seguivano a quell’atto di distruzione, mi rimanevano davvero molto molto difficili da attuare.
 
Avevo difficoltà a esprimere quello che per me era un grande desiderio: perdere peso. Eppure per me la spinta veniva principalmente da lì. 
 
Non riuscivo ad amarmi, non riuscivo a piacermi, non riuscivo spesso nemmeno a vestirmi e truccarmi.
 
Volevo solo cambiarmi. E soprattutto cambiare il mio corpo.
 
La volontà di dimagrire a livello medico viene spesso riconosciuta come lecita solo quando il peso mette a rischio la salute della persona.
Non era il mio caso e così quel desiderio spesso provocava a sua volta della vergogna perché non mi sentivo in grado di fare ciò che sembrava fosse la soluzione:
 
accettarmi. Non riuscivo a farlo.
 
Trovo spesso la stessa dinamica in alcuni clienti che hanno paura nel dirmi che una delle ragioni principali per le quali intendono uscire dal comportamento abbuffata è perdere peso. 
 
Allora rispondiamo alla domanda:
 
Voler dimagrire mentre si sta uscendo dal labirinto delle abbuffate è un obiettivo lecito?
 
La risposta è un grande “”, che tuttavia abbiamo necessità di approfondire.
 
Tornare/essere in forma può essere importante per te. Tuttavia, fai attenzione a come gestisci questo obiettivo. Perché?
 
La fretta di ottenere una forma fisica diversa crea un senso di impotenza nell’immediato (tanto non serve a nulla) che contamina il tuo processo di uscita dalle abbuffate.
La stessa fretta porta a restringere molto, creando terreno fertile per il sopraggiungere dello stimolo.
Per qualcuno la forma fisica ideale è percepita come lontanissima e non è una motivazione sufficiente per gestire lo stimolo quando arriva. È come dire a un bambino: non mangiare la caramella così a 80 anni avrai i denti sani. La ricompensa è troppo lontana per avere presa sul bambino (attenzione: non è detto che il tuo tornare in forma sia davvero lontano, ma magari è così che la tua mente lo percepisce)

Che fare allora?
1. Indaga un’altra motivazione
Se non fosse per perdere peso, perché per te sarebbe così importante uscire dal labirinto delle abbuffate?
Occhio! Se quando hai trovato la motivazione, questa non ha abbastanza presa su di te significa che non hai trovato quella che davvero affonda radici in ciò che conta per te. Continua a cercare.

2. Tieni l’obiettivo, ma abbandona il senso di urgenza.
La fretta rispetto a quell’obiettivo ti porterà fuori strada. Di solito serve il doppio del tempo che la persona ha considerato per raggiungere certi obiettivi, se lo si vuole fare senza distruggere il proprio corpo.

3. Amarsi è difficile, ma rispettarsi deve sempre essere un’opzione. 
Nel processo che stai facendo puoi imparare a rispettarti ancora prima di amarti, così come si trattano con rispetto le persone ancor prima di sapere se sono degne della nostra stima. Se trattarsi male funzionasse per cambiare, non saremmo nemmeno qui a parlarne. Educazione per me a volte significava dirmi: “lo so, il corpo che hai ora non ti piace, ce ne stiamo occupando”, invece che passare davanti a uno specchio e dirmi “fai schifo!”.