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Quante volte hai cercato di bloccare il comportamento delle abbuffate compulsive attraverso l’utilizzo di una dieta? Andiamo a scoprire se e come il supporto di una schema alimentare puà aiutare l’uscita dal labirinto delle abbuffate compulsive.

Il fine dell’articolo è quello di farti conoscere la realtà delle abbuffate in modo da poter essere d’aiuto a te o magari a una persona a te vicina. In questo articolo non si trova la spiegazione del mio metodo per uscire dalle abbuffate, questo non è il contesto adatto per spiegarla perché necessità un inquadramento più ampio.
Se quello è ciò che ti interessa, c’è il mio libro TANTO DOMANI NON MANGIO, lì trovi la metodologia che come coach uso per far sì che chi ne soffre possa uscire dal labirinto delle abbuffate. Se è di questo che senti la necessità, è lì che troverai la risposta. Anche in fondo all’articolo trovi il link per acquistarlo.

Partiamo dal presupposto che né il libro né il percorso di Coaching con me forniscono indicazioni nutrizionali. Chi ha lavorato con me lo sa bene: io non mi esprimo mai da quel punto di vista perché non mi compete.
 
Per qualcuno il fatto di avere delle indicazioni rispetto al modo adeguato con cui nutrirsi può essere molto importante, soprattutto per chi ha avuto a che fare in passato con regimi iper-restrittivi e che ha paura a rivederli.
 
Tuttavia, ci sono dei segnali di allarme che è necessario monitorare e che, se riscontrati nel professionista, possono indicarti che probabilmente non è la persona più adatta a supportarti nella fase in cui sei.
 
1° campanello d’allarme 
Non senti di poter parlare con il nutrizionista della reale difficoltà che hai con il cibo. Questo può essere un segnale del fatto che per te è particolarmente difficile aprirti su questa tematica e che non si è instaurata una relazione di fiducia con il professionista. Nella maggior parte dei casi si tratta di entrambe le condizioni.
 
2° campanello d’allarme 
Hai la percezione che il professionista davanti a te sminuisca la tua difficoltà. Ad esempio, quando gli parli della presenza di abbuffate compulsive all’interno della tua alimentazione, le frasi che ti senti dire sono: vabbè, capita a tutti di mangiare un po’ di più ogni tantobasta che mangi un po’ meno il giorno successivoforza e coraggio basta un po’ di forza di volontà affinché questa volta la dieta funzioni.
 
3° campanello d’allarme
Il professionista pone l’attenzione solo sul peso. Ricordo molto bene che nel momento in cui stavo uscendo dalle abbuffate compulsive, scelsi di essere seguita da un nutrizionista e, parlandogli della mia storia,  insieme decidemmo che io non avrei mai saputo il mio peso. Lui si sarebbe occupato solo di comunicarmi le oscillazioni in percentuale del rapporto tra massa grassa e massa magra: quello per me era un dato importante, ma che non mi metteva in difficoltà, come invece lo faceva conoscere il mio peso. È molto importante trovare un professionista con cui trovare insieme soluzioni, anche non convenzionali, per supportati al meglio nella condizione in cui ti trovi. 
 
4° campanello d’allarme
Hai davanti un professionista rigido che non si adatta alle tue esigenze specifiche. Un nutrizionista flessibile non è meno assertivo o efficace, anzi. È una persona in grado di adattare le proprie strategie alle tue esigenze, per supportarti al meglio nelle tue intenzioni e obiettivi e creare con te un percorso sostenibile.
 
Se sono presenti questi campanelli di allarme, non è detto che il professionista non sia competente in assoluto, ma è sicuramente poco competente sul tema delle abbuffate compulsive. Probabilmente non è adatto per te o/e non lo è per la fase specifica in cui ti trovi. 
 
Dunque, il nutrizionista va scelto con cura. Ma, avendo bene in mente un presupposto: l’ennesima dieta non ti farà uscire dalle abbuffate
 
Chiarita questa premessa, il suo supporto può essere fondamentale nel processo di recovery e di accompagnamento di uscita dal labirinto delle abbuffate, nel momento in cui ti fornisce informazioni strumenti per conoscere le tue personali esigenze fisiche e nutritive. 
 
Può essere una chiave vincente, creare, insieme al professionista, un percorso personalizzato di avvicinamento al cibo, che ti permetta di superare convinzioni e bias personali (spesso non scientifici) riguardo la nutrizione e che ti consenta di connetterti con i tuoi stimoli biologici di fame e sazietà. 
 
Un percorso che ti permetta di validare i tuoi obiettivi di salute ed estetici, magari rivalutando, se necessario, tempi e modalità.
 
Il nutrizionista può darti gli strumenti per vivere la nutrizione con maggiore consapevolezza e serenità perché, quando conosci puoi percepire di avere il controllo e la gestione di te, acquisire fiducia in te stesso e nella tua capacità di saperti nutrire. 
 
Articolo scritto in collaborazione con la Dott.ssa in Biologia della Salute Arianna Fracchiolla.